“Visibilità e Vendite, questo vogliamo!”

Si parla molto, e a ragione, di Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Big Data. Spesso però le piccole imprese, cuore del tessuto produttivo italiano, sono più interessate alle “cose semplici”.

Come ottenere più visibilità e incrementare le vendite? Come apparire al passo coi tempi, con un “vestito” alla moda, senza sfigurare?

In questo articolo, dunque, partiamo da (e ci focalizziamo su) SEO e SEM, Ecommerce, UI/UX Design. Faremo una carrellata sui nuovi trend o su come si stanno evolvendo quelli già emersi negli ultimi anni, focalizzandoci quindi su questi argomenti.

SEO e SEM

Lo diciamo da tempo ormai: le attività SEO volte a migliorare il posizionamento del sito nelle ricerche organiche e quelle SEM a pagamento, tipicamente Google Ads, devono andare a braccetto.
Questa non è una novità, ma è bene ricordarlo, e torneremo su questo discorso a breve. Adesso però parliamo dei nuovi trend per quel che riguarda il SEO.

BERT e le ricerche vocali

La novità del 2020 per quanto riguarda il Motore di Ricerca Google è BERT, annunciato e introdotto già sul finire del 2019. Si tratta di un nuovo modo di interpretare le ricerche effettuate dagli utenti.

Chi cerca “idee per romanzo” e “suggerimento per romanzo” cerca spunti per una nuova trama o un nuovo romanzo da comprare per sé stessi o da regalare per Natale? Per una persona può essere scontato, per un computer un po’ meno.

Ecco, Google ha introdotto un nuovo algoritmo per questo, per avvicinarsi cioè alla comprensione umana. E’ una modifica che riguarda l’interpretazione delle ricerche degli utenti, non l’interpretazione dei siti web, ma avrà comunque un impatto su come scrivere i testi.

Gli utenti, infatti, saranno sempre più portati ad effettuare ricerche di senso compiuto – ad esempio “agenzia web specializzata nello sviluppo di siti ecommerce collegati al gestionale” – rispetto al passato, quando le ricerche erano più sintetiche – ad esempio “web agency ecommerce“. Lo faranno perché impareranno velocemente che Google così facendo, sarà in grado di capire meglio le loro intenzioni. Ma non solo per questo. Lo faranno perché viene più spontaneo farlo, con le ricerche vocali. Già da tempo ci siamo abituati a comandi vocali quali “trovami una pizzeria aperta qui vicino”, “portami a casa”…questo trend sarà sempre più marcato.

Che impatto ha però tutto questo, sullo sviluppo dei siti web e sulla preparazione dei contenuti?

Se pensiamo alle due ricerche “agenzia web specializzata nello sviluppo di siti ecommerce collegati al gestionale” e  “web agency ecommerce“, vista più su, si capisce che non avrà più senso scrivere contenuti pieni di parole chiave, o almeno non sarà più una mossa vincente come in passato. E quindi, che fare?

SEO olistico

Il SEO olistico è un termine alla moda, un nuovo trend (appunto), per dire che i siti devono essere naturali. I testi, come detto poc’anzi, non devono essere una sfilza di parole chiave più cercate dagli utenti ma devono avere innanzitutto qualcosa da raccontare. Devono raccontare le cose come stanno, in modo naturale, in modo comprensibile dall’utente.

Non avrà più senso effettuare analisi delle keywords, allora? Al contrario. Si deve sempre partire da quello, per sapere cosa interessa alla gente. Per assurdo, persino un negoziante senza sito web farebbe bene ad effettuare un’analisi delle keywords! I risultati devono servire, però, non a creare una lista di parole senza senso, ma a sviluppare contenuti di qualità (o scegliere i prodotti da vendere).

L’analisi delle keywords va vista, quindi, come analisi degli argomenti da sviluppare, come analisi dei prodotti su cui investire all’interno del proprio magazzino.

L’utente al centro. Usabilità e velocità

Il SEO olistico è l’affermazione di un altro paradigma: “l’utente al centro”.

  • Il sito web deve essere pensato per l’utente, non per Google.
  • Il sito web deve essere veloce da caricare per l’utente, non per Google.
  • Il sito web deve essere usabile, comprensibile, facile.

Recentemente Google ha introdotto nel suo tool Google Search Console la rilevazione della velocità di caricamento delle pagine del sito e non ci stupiremmo se nel corso del 2020 venissero introdotti altri report. A noi piacerebbe un indice che ci dicesse della bontà o meno con cui sono state suddivise le pagine del sito in cartelle e categorie. Chissà…

I Dati Strutturati e il Local Search

L’esempio di ricerca vocale riportato più su (“trovami una pizzeria aperta qui vicino“) evidenzia due necessità:

  1. Dobbiamo dire a Google dove si trova la nostra attività
  2. Dobbiamo dire a Google quando è aperta

Per farlo ci sono due strade…e vanno percorse entrambe:

  1. Google My Business
  2. I Dati Strutturati

Google My Business non è una novità, eppure ancora oggi – nonostante sia gratuito e richieda un effort minimo per la configurazione e l’aggiornamento – sono molte le aziende che non hanno rivendicato la propria scheda.

I dati strutturati invece sono lo strumento per fornire a Google queste informazioni precise (indirizzo, orari, prodotti trattati etc…) che, in virtù delle ricerche vocali e di BERT, assumeranno nel 2020 sempre più importanza.

Sia Google My Business, sia i dati strutturati, infine, concorrono al raggiungimento della visibilità nei Featured snippets, ossia quei risultati che appaiono in alto nelle pagine dei risultati di Google e che sono evidenziati con un riquadro (definiti anche “risultati in posizione zero”).

Prima di proseguire prendiamo un attimo per ricordarvi che, ovviamente, se volete approfondire i temi SEO trattati, non dovete esitare a contattarci.

La coda lunga

Quando si parla di SEO e di SEM, con coda lunga si fa riferimento a tutte le quelle frasi di ricerca che non hanno numeriche molto alte ma che, messe insieme, possono fornire più visibilità delle singole keywords che si trovano nella top 10 tra le parole più cercate dagli utenti.

Per fare un esempio concreto: “web agency” è una ricerca che viene effettuata 5.400 volte al mese in Italia, mentre “web agency seo” è una frase che conta meno di 100 ricerche al mese. Verrebbe da concentrare i propri sforzi sulla prima delle due ricerche di cui sopra, ma sarebbe un errore. Se insieme a “web agency seo” prendiamo in considerazione le tante altre piccole specializzazioni di una web agency, allora si può ottenere più visibilità e soprattutto più visite di qualità. Otterremmo infatti visite da parti di utenti interessati ad un argomento molto specifico, probabilmente non trattato dai competitors. Aumenterebbero, inoltre le probabilità di conversione.
Se eseguo una ricerca molto mirata (di nuovo l’esempio di “web agency a Milano specializzata nello sviluppo di siti ecommerce collegati al software gestionale”) e atterro su una pagina che parla proprio di questo argomento, e non di ecommerce in generale, le probabilità di compilare il form contatti saranno infatti molto più alte.

La coda lunga, pure, non è una novità…ma alla luce di quanto sopra esposto, in particolare la naturalezza del SEO e la centralità dell’utente, assume una nuova prospettiva. Se siete specializzati in qualcosa che vi differenzia dalla concorrenza, ditelo! Dedicate una pagina specifica a questa vostra peculiarità. Ne avrete benefici in termini SEO, quindi in termini di visibilità gratuita, ma anche dal punto di vista delle campagne pubblicitarie a pagamento. E questo ci porta all’ultimo tema da affrontare…

Fare SEM nel 2020

Il Search Engine Marketing per noi (e non solo) è sinonimo di campagna pubblicitaria, quindi a pagamento, sui motori di ricerca. SEM, per parlare chiaro, è per noi sinonimo di Google Ads.
Sempre più clienti si rivolgono a Google Ads, quindi anche sempre più concorrenti. E lo fanno bene.
Noi suggeriamo di lavorare in parallelo con attività SEO e SEM.
Prima si lavorerà sulla coda lunga in ottica SEO, poi si implementeranno campagne Google Ads specifiche per i specifici settori di attività o categorie di prodotti venduti.

Una pagina con contenuti di nicchia è un’ottima pagina di atterraggio. Anziché creare poche campagne con landing page create ad hoc, cercate di sviluppare il sito in ottica “coda lunga” e strutturate le pagine per essere landing page delle vostre campagne Google Ads. Non abbiate timore di vendere: inserite sempre una call to action e un form contatti.

Dal punto di vista dello strumento Google Ads, invece, sono state introdotte a supporto del nostro lavoro nuove tipologie di campagna.

Le campagne “Local store visitis and promotions” (campagne ottimizzate per portare visite in negozio, che non sempre sono attivabili in tutte gli account), le campagne Smart Display, le campagne Smart Shopping e gli annunci dinamici, sono tutti strumenti molto efficaci che vi suggeriamo di approfondire con la vostra agenzia digital.

Non stiamo a spiegare qui queste campagne, perché non è scopo di questo articolo e perché Google Ads da questo punto di vista è sempre in continua evoluzione.

Quello che è però un trend ben chiaro è che Google sta affilando sempre di più le proprie armi. Le campagne intelligenti (basate su AI e Big Data) stanno davvero dando i lori frutti ed è quindi una buona idea fidarsi di Google quando promette di ottimizzare le conversioni. Ovviamente dovremo mettere Google in condizioni di sapere quali sono le conversioni sul sito e che valore hanno, lavorando in sinergia con Google Analytics.

INTERFACCIA DEI SITI WEB: I TREND DEL 2020

Per quanto detto fino a qui, alcune modifiche da apportare al nostro sito web sono ormai chiare.

Landing Page

Non abbiate paura di vendere. L’utente che arriva sul vostro sito ha due possibilità: scappare via perché non è quello che stava cercando, contattarvi perché avete colto nel segno. In questo secondo caso, perché rendergli la vita difficile? Fornite subito loro un invito all’azione, dategli la possibilità di contattarvi immediatamente.

Gli utenti non hanno tempo da perdere, fate capire loro che avete a cura il loro tempo. Strutturate quindi le vostre pagine come se fossero delle landing page sviluppate ad hoc per una campagna pubblicitaria. Ovviamente non deve essere una pagina infarcita di slogan. Come già detto, dovrete dare informazioni. Siate interessanti, siate originali.

Ricerche vocali

Ne abbiamo già parlato a proposito del SEO, ma questo è un trend che riguarda anche lo sviluppo dei siti. Se il vostro sito è ricco di contenuti, se ha migliaia di pagine, iniziate a pensare all’opportunità di rendere i vostri contenuti facilmente raggiungibili tramite un assistente vocale sul sito.

Interfacce pulite e veloci

Il paradigma “mobile first” è sempre più di moda. I siti devono essere veloci da caricare e facili da navigare, soprattutto da smartphone. Non reinventate la ruota, a meno che dobbiate partecipare al concorso per il sito web più stravagante.

Ovviamente questo non vale per i minisiti di prodotto e per i concorsi online, ma questo è un altro discorso.

TREND ECOMMERCE

I siti ecommerce sono comunque dei siti web, quindi vale quanto detto poc’anzi.

Se ripensiamo a quanto detto a proposito di coda lunga e landing page, la pagina di dettaglio del prodotto è il miglior esempio a cui si possa pensare. Ovviamente questa pagina presenta già la call to action per eccellenza: il pulsante “Aggiungi al carrello”. Ma dal punto di vista del contenuto abbiamo fatto del nostro meglio per dare un’informazione utile all’utente e, soprattutto, originale? Abbiamo spiegato il nostro valore aggiunto, cioè perché comprare questo prodotto proprio da noi e non da altri?

Abbiamo valutato, infine, la possibilità di aggiungere un pulsante “compra subito”, che ci porti direttamente alla fase di checkout, senza ulteriori click?

Parlando di ecommerce, va poi fatta menzione ad una tendenza che va sempre più per la maggiore…

Il Social Shopping

Abbiamo già parlato del Social Shopping in un precedente articolo del nostro blog.

Ripetiamo quanto detto lì: Cosa c’è di più facile che scrollare la propria dashboard, cliccare e fare l’acquisto?

Dal momento che è un argomento già trattato non ci ripetiamo. Vi invitiamo a (ri)leggere il nostro articolo.

IL TREND 2020 E’ RISPARMIARE TEMPO

Non siamo stati certamente molto sintetici in questo nostro articolo, quindi siamo i primi a predicare bene e razzolare male, ce ne scusiamo. La verità, però, è che sempre di più, gli utenti vogliono risparmiare tempo.

Rileggete questo articolo indossando questi nuovi occhiali, rileggete trend e suggerimenti pensando a come questi possono far risparmiare tempo agli utenti.

Il concetto di coda lunga ci porta a sviluppare pagine con contenuti molto specifici, su cui atterrano utenti che hanno fatto ricerche altrettanto specifiche…e che quindi trovano esattamente quello che stavano cercando, senza perdita di tempo.

La trasformazione delle pagine del sito in tante “landing page” permette all’utente di chiedere informazioni con meno click, in meno tempo.

La ricerca vocale…beh, non c’è neanche bisogno di dirlo.

I contenuti semplici, le interfacce veloci da caricare, l’organizzazione del sito con una struttura chiara, l’usabilità…sono trend che spingono tutti in questa direzione.

E’ forse triste da dirlo, ma dobbiamo avere un sito che possa essere letto camminando per strada…e che nel breve lasso di tempo che passa dalla fermata del bus all’ufficio, permetta all’utente di trovare quello che stava cercando: un’informazione, la convinzione di passare all’azione, la possibilità di effettuare quell’azione.

Questo, in sintesi, è il trend per il 2020.

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Grazie! 🙂