Perché OpenAI ha chiuso Sora? Cosa cambia nel 2026
Intelligenza Artificiale e Machine Learning
La notizia è arrivata ufficialmente lo scorso febbraio ed è stata per molte persone inattesa.
A due anni dal debutto, OpenAI ha messo fine a uno dei suoi progetti più interessanti: Sora, un generatore d’immagini in formato video capace di produrre video iper realistici attraverso la semplice interazione con prompt testuali.
Lo ha fatto, stando ai rumors, rinunciando persino all’accordo record siglato con Disney e dunque a una cifra pari a circa 1 miliardo di dollari.
Cosa c’è dietro questo nuovo corso? Ne parliamo in questo approfondimento, con un focus sulla situazione attuale, su quella passata e infine sulle prospettive future.
Dietro la notizia: la comunicazione di OpenAI in merito alla chiusura di Sora
L’annuncio è arrivato sui social ufficiali di OpenAI. La comunicazione è stata più che mai asciutta ed essenziale, come si può evincere da questo post diramato su X:
“Stiamo dicendo addio all’app Sora. A tutti coloro che hanno creato con Sora, l'hanno condivisa e hanno contribuito a costruire la community attorno a essa: grazie. Ciò che avete realizzato con Sora è stato importante e sappiamo che questa notizia è deludente”.
Nessun accenno all’accordo con Disney, così come nessuna data di cessazione ufficiale dell’attività di Sora, a fronte dell’affermazione, piuttosto laconica, “presto condivideremo ulteriori informazioni”.
Una cosa è certa. Scopriremo meglio cosa c’è dietro questa scelta, certamente non casuale né avventata, nei prossimi mesi.
Intanto, l’azienda di Sam Altman ha lanciato ChatGPT Images 2.0, rispondendo a uno dei prodotti di maggiore successo di Google, ovvero Nano Banana. Qualcosa dunque già trapela sulla direzione intrapresa per il core business.
Cosa ha rappresentato Sora
Sicuramente la chiusura di Sora dispiacerà a più di una persona: sia a chi ne ha fatto un impiego amatoriale, sia a chi ne ha sfruttato la matrice professionale, creando persino dei format innovativi quali i cortometraggi interamente generati con l’IA.
Sora ha infatti permesso di conseguire video altamente professionali, in modo decisamente semplice, ovvero senza la necessità di aver conseguito un percorso qualificante come quello di un regista.
Si tratta di un progetto di intelligenza artificiale generativa che rientra nella categoria text-to-video, dal momento che permette di realizzare dei contenuti video inserendo delle istruzioni testuali.
Sora non è stata l’unica delle applicazioni di tale categoria, ma c’è un tratto che l’ha resa diversa dalle altre, tanto da farla “desiderare” da un colosso come Disney: il realismo sorprendente delle immagini.
A ciò si aggiunge la capacità di risultare indicata anche per i formati più lunghi, fino a un minuto di durata. Da qui l’uso, ad esempio, nei cortometraggi.
Considerando che è stata introdotta due anni fa, nel 2024, si presenta come una soluzione in grado di essere sviluppata ulteriormente in maniera sorprendente.
Sora, come progetto, ha contribuito a ridefinire il rapporto tra creatività e automazione, rendendo la generazione dei video accessibile persino a utenti privi di competenze tecniche avanzate. Allo stesso tempo, ha aperto le porte a nuovi scenari per i professionisti.
Ha spinto il mercato verso gli strumenti di AI video, aumentando la competizione nel panorama dell’IA.
Tutto ciò ha avuto un forte impatto mediatico e culturale. Le demo diffuse da OpenAI hanno riscosso una risonanza globale, alimentando discussioni tanto sulle potenzialità quanto sui rischi legati ai contenuti sintetici.
Perché OpenAI ha chiuso Sora? L’analisi de Il Sole 24 Ore
Non essendo state rese note le motivazioni dietro la chiusura di Sora da parte di OpenAI, è possibile soltanto fare ipotesi.
È anche quello che ha fatto Il Sole 24 Ore nella sua analisi, offrendo un quadro quanto mai verosimile nella sua complessità, che ha evidenziato quanto segue:
- OpenAI ha preferito riallocare le risorse cospicue dedicate a Sora. Questo alla luce del fatto che la generazione di video necessita di una quantità imponente di immagini così come di testo. I servizi oggetto di rivalutazione sono soprattutto quelli infrastrutturali e di enterprise.
- OpenAI ha presumibilmente valutato i ricavi generati da Sora. Il rapporto tra uso e monetizzazione non avrebbe generato gli introiti auspicati, tanto da non coprire i costi necessari a livello operativo. Un aspetto fondamentale alla luce dell’aumento degli investimenti che sarebbero stati necessari per il potenziamento.
Il Sole 24 Ore evidenzia poi un altro aspetto, riportando le indiscrezioni di fonti autorevoli quali il Guardian e il New York Times secondo il quale ci sarebbero difficoltà nella gestione di dati e copyright.
Si tratta di una criticità insita nell’IA generativa, ma che nel caso dei format video risulta ancora più delicata in termini quali somiglianze a livello visivo, uso di frammenti di immagini senza autorizzazione (in particolare per quanto riguarda il volto) e creatività pura e semplice, intesa come fantasia.
E l’accordo con Disney?
OpenAI aveva supplito alla monetizzazione principalmente con l’accordo stipulato con Disney per l’utilizzo delle proprietà intellettuali, in particolare per personaggi come quelli di format storici come Star Wars e Marvel.
Un accordo che, con la chiusura della piattaforma, non è nemmeno partito. Cosa farà adesso Disney? Ancora non è dato saperlo, ma certamente si apre la ricerca di un nuovo partner che prenda il posto della società di Sam Altman.
Il quadro cambia invece per Open AI, che sembra voler ricercare la creazione di un’offerta più sostenibile e integrata e dunque maggiormente in grado di monetizzare.
Conclusioni: la nuova gestione delle immagini di OpenAI
Dopo aver chiuso Sora, OpenAI ha annunciato - ad aprile 2026 - il lancio di Images2.0: ha già perseguito la direzione di integrazione all’interno di ChatGPT, confermando il quadro delineato da Il Sole 24 Ore.
Si tratta di una risposta a Nano Banana di Google, uno dei prodotti di maggiore successo del Gigante di Mountain View tra quelli del nuovo corso segnato dall’IA.
Il salto di qualità, più che a livello di immagini, è nell’interazione con gli utenti, sempre più conversazionale (e meno dispersiva come invece accadeva in Sora).
Anticipiamo che dedicheremo un approfondimento a parte a Images 2.0, tornando così a parlare di quanto viene conseguito da OpenAI, che si conferma tra le aziende maggiormente da attenzionare a livello tecnologico. Non solo per le immagini, ma per l’approccio complessivo.
Una cosa non cambia per i creativi professionisti. L’IA continua a rappresentare uno strumento importante, sempre meno come “effetto wow” e sempre più come supporto operativo all’interno di strategie strutturate.
La chiusura di Sora è faro dunque di un settore AI sempre più pragmatico, dove l’innovazione deve dimostrarsi sostenibile oltre che sorprendente. È questa la vera lezione che sta dietro la mossa strategica di OpenAI.