Ecco Vibes: il nuovo feed di Meta con AI integrata
Intelligenza Artificiale e Machine Learning
Il 2025 è davvero l’anno dell’intelligenza artificiale, sempre più al centro di innovazioni interessanti, non solo per quanto riguarda Google e i motori di ricerca.
L’IA sta letteralmente rimodellando i social network. A confermarlo è il lancio di Vibes da parte di Meta negli USA lo scorso settembre, con cui l’azienda di Zuckerberg risponde a Sora di OpenAI.
Lo fa guardando al futuro e al crescente proliferare di contenuti sui propri canali ottenuti tramite AI.
Vibes, infatti, è un feed innovativo interamente dedicato ai video generati tramite AI: non tanto una funzione accessoria, quanto piuttosto un vero e proprio ambiente di produzione e consumo.
È disponibile in Italia? La risposta è affermativa e funziona come un social network, integrato tra quelli già di proprietà di Meta.
La spinta tecnologica dietro Vibes è tutt’altro che sperimentale: si parla già di un upgrade netto delle capacità di generazione e della velocità dei modelli, dove la narrazione visuale cambia forma, ritmo e linguaggio.
Con queste premesse, è facile comprendere come non sia solo qualcosa di nuovo, quanto una vera e propria dichiarazione d’intenti.
Cos’è Vibes e perché Meta l’ha separato dal feed principale
Ma cos’è Vibes, esattamente? Si tratta di un feed autonomo, disponibile sia in versione desktop che mobile sul sito di Meta e sull’app dedicata.
Come accennato poc’anzi, il format permette di generare video di breve durata con l’AI, in maniera simile a quelli che si possono lanciare su Instagram e TikTok, con una differenza però.
I modelli sono completamente ottenuti tramite intelligenza artificiale, attraverso gli strumenti di Meta AI, senza dunque un “punto di partenza umano”, come avvenuto fino a questo momento.
Non ci sono, dunque, fotogrammi reali, reel registrati manualmente o video girati con lo smartphone: tutto nasce da un prompt, da un template o da un remix generativo.
La persona potrà creare contenuti nuovi o attingere ad altri già esistenti, con tanto di musica ed effetti di vario tipo. Tutto nasce dall’interazione con l’IA di Meta, sostanzialmente.
È possibile postare, oltre che su Vibes, su Facebook e Instagram con reels e stories.
Le partnership dietro a Vibes
Il lancio di Vibes segna una nuova fase all’interno di Meta: dietro al lancio del nuovo feed, infatti, c’è la partnership con Midjourney, resa nota ad agosto 2025. Una collaborazione d’eccellenza dal momento che parliamo di una delle realtà leader nella generazione di contenuti visivi AI friendly.
In realtà, la collaborazione con Midjourney non è l’unica: Vibes è stato progettato in sinergia anche con Black Forest Labs, il cui team è composto dai pionieri dell’AI e ha uno sguardo rivolto al futuro; le sedi sono a Friburgo, in Germania, e a San Francisco.
Perché un feed autonomo? Cosa c’è dietro la scelta di Meta
L’intento ultimo che sta dietro Vibes è chiaro: implementare l’uso della piattaforma Meta a 360°, da parte dei creators come degli utenti comuni (che poi sono la maggior parte).
Ciò ha conseguenze sui parametri stessi dell’algoritmo, che piano piano dovrebbe essere in grado di conseguire una maggiore personalizzazione, selezionando un flusso ancora più in linea con i parametri della persona.
Ma non è tutto. Il fatto di mantenere il feed separato permette di evitare contaminazioni tra contenuti AI e contenuti tradizionali, riducendo la percezione di “un’invasione dell’intelligenza artificiale” nei feed principali.
Quella di Meta è dunque, a tutti gli effetti, una scelta strategica: introdurre format così nuovi dentro il feed tradizionale avrebbe generato confusione sia tra gli utenti che negli algoritmi.
Il risultato è uno spazio dedicato (e integrato), che ben rispecchia la fase di transizione e sperimentazione attuale della comunicazione online nel suo complesso.
Come funziona Vibes: il feed AI-first di Meta
Scorrere Vibes significa immergersi in una sequenza di video brevi creati con modelli generativi. Ecco un recap delle funzionalità principali:
- Presenza di un editor interno che partendo da un prompt trasforma dei fotogrammi in video.
- Disponibilità di template dinamici da applicare come si preferisce, generando stili diversi, dal surreale al cinematografico. Qualcosa di simile, per certi versi, ai filtri di Instagram, ma in chiave decisamente più evoluta.
- Dotazione di strumenti dedicati al remix, pensati per reinterpretare velocemente i contenuti altrui.
- La versione italiana, che segna un aggiornamento di quella iniziale introdotta negli USA, dispone anche di un chatbot con cui interagire e ricevere suggerimenti.
Infine, ma non meno importante, l’algoritmo, restando separato, si aggiorna, apprendendo da prompt, like, interazioni e salvataggi, così da offrire un’esperienza sempre più personalizzata e AI friendly.
Vibes non è certamente un punto di arrivo per Meta: è piuttosto punto di partenza. Tra gli aspetti su cui l’azienda di Zuckerberg sta lavorando, c’è la riduzione dei tempi di rendering, nell’intento di rendere la generazione video quasi istantanea.
Un dettaglio tutt’altro che marginale dal momento che nella logica del feed è la velocità ciò che spinge gli utenti a sperimentare di più.
Perché Meta ha lanciato Vibes proprio adesso? Cosa dicono i numeri (e i fatti)
Il tempismo non è casuale, nel lancio di Vibes. Il suo arrivo è una risposta a OpenAI e ai suoi modelli di video generati con l’AI. È una risposta alla stessa affermazione di ChatGPT, alla sua diffusione capillare e a quella degli strumenti correlati.
Meta, per dirla con parole semplici, non vuole indietreggiare di un millimetro rispetto allo strapotere conquistato nel corso della sua storia ed è consapevole che occorre presidiare sia il luogo della creazione che quello della distribuzione.
La competizione è, sostanzialmente, su tre livelli:
- Chi controlla l’ambiente creativo: Meta punta a trattenere gli utenti all’interno della propria app, evitando che si affidino a generatori esterni.
- Chi raccoglie i prompt e li trasforma in dati: ogni prompt scritto dagli utenti è un dato prezioso per addestrare nuove versioni dei modelli.
- Chi definisce l’estetica AI sui social network: Meta sta investendo in chiave di leadership.
Vibes, quindi, non è una risposta tardiva: è una mossa anticipata verso il prossimo linguaggio visuale dominante.
I fatti sembrano dare ragione a Meta. In attesa di vedere gli sviluppi del mercato italiano, dove Vibes è disponibile da novembre 2025, si assiste a 2,7 milioni attivi giornalmente su scala mondiale a ottobre 2025, contro i 775.000 del mese precedente (che poi è quello del lancio).
Numeri che parlano da soli e che raccontano di una crescita vertiginosa del 250% in un mese. Ancora una volta Zuckerberg ha scatenato la tempesta perfetta, o almeno sembrerebbe.
Conclusione: uno sguardo al futuro?
Siamo in una fase di profondo cambiamento, anche per i social network, non solo per i motori di ricerca.