Il tema dell’intelligenza artificiale (indicata spesso con AI, ovvero “Artificial Intelligence“) è sempre più caldo. Siamo circondati da assistenti virtuali che lavorano con noi e per noi, rispondendo a quesiti che si fanno sempre più complessi e articolati.

Cos’è l’Intelligenza Artificiale?

L’intelligenza artificiale è la capacità di un sistema hi-tech di comprendere e risolvere problemi, portando a termine determinate attività che sono tipicamente umane.

Il funzionamento dell’intelligenza artificiale avviene in 4 livelli funzionali.

  • comprensione: riconoscimento di testi, immagini, voce e recupero informazioni);
  • ragionamento: vengono messe insieme le info con algoritmi automatizzati;
  • apprendimento: l’analisi degli input per la restituzione in output;
  • interazione: la relazione con l’uomo, sfruttando il linguaggio naturale.

Risolvere i problemi, VELOCIZZARE I PROCESSI

In relazione al settore informatico, l’intelligenza artificiale ne rappresenta il ramo che si occupa di perfezionare soluzioni tecnologiche – hardware e software – capaci di operare autonomamente.

C’è un fermento crescente attorno a questa disciplina, che si pone come obiettivo quello di consentire alle macchine di “replicare” i comportamenti del nostro cervello (sapendo bene, comunque, che di quest’ultimo ancora non ne comprendiamo a fondo il meccanismo esatto). L’intelligenza artificiale punta ad agire e pensare come farebbe un essere umano, sfruttando la logica – dunque razionalmente – e mettendo in atto un procedimento di valutazione che conduca al miglior risultato in base alle informazioni disponibili.

E’ possibile affermare che in tempi molto recenti la disciplina dell’intelligenza artificiale ha trovato larga applicazione in diverse aree del business. Basta pensare, per esempio, alle attività di back office o a quelle della logistica, del marketing e della sicurezza ma non solo. L’obiettivo principale è sempre quello di velocizzare, ottimizzare e semplificare i diversi procedimenti aziendali anche – e, spesso, soprattutto – in relazione alla gestione degli utenti.

Assistenti virtuali, customer care e strategie di comunicazione

Un esempio è quello degli assistenti virtuali come i “chat bot“, in grado di simulare una conversazione con un essere umano, sempre più diffusi e con i quali tutti si sono interfacciati almeno una volta soprattutto sui portali di beni e servizi. Utilizzano soluzioni di intelligenza artificiale sia per quanto riguarda il riconoscimento e l’impiego di un linguaggio naturale, sia in merito all’analisi e all’apprendimento di abitudini e comportamenti degli utenti (per implementare e migliorare il dialogo).

Anche la tecnica di “face detection and recognition” è un’altra applicazione concreta dell’intelligenza artificiale: si utilizza per verificare l’identità di una persona partendo da un’immagine (o da una serie di immagini) che la ritraggono. Ci sono poi strumenti smart capaci di riconoscere e mettere a confronto, classificando, immagini.
Inoltre è possibile strutturare e mettere a segno l’analisi di una mole importante di dati, utili a “leggere” il sentiment e i bisogni di un certo pubblico target: qui l’obiettivo dichiarato, ovviamente, è quello di migliorare la customer care e la user experience oltre al servizio che si occupa di offrire assistenza e supporto tecnico.

Sfruttando la disciplina dell’intelligenza artificiale diventa infine possibile anche effettuare delle previsioni in relazione alle abitudini d’acquisto delle persone, così da strutturare strategie comunicative calibrate al massimo per offrire beni e servizi a un pubblico potenzialmente già interessato.

Le possibilità di sviluppo dell’Intelligenza Artificiale

Le vie del business sempre più spesso dunque si intrecciano con le possibilità di sviluppo e crescita offerte dall’intelligenza artificiale. L’ideale è affidarsi a una web agency per la strutturazione della migliore strategia, in modo da ricomprendere al suo interno il supporto di questi strumenti tecnologici, che avranno una diffusione sempre più capillare.

Tra le funzionalità basate sull’intelligenza artificiale che risultano più apprezzate è possibile indicare il riconoscimento facciale, che permette all’utente di avere velocemente accesso a un’area riservata oppure di ottenere l’autorizzazione a compiere certe operazioni attraverso app dedicate (basta pensare a ciò che già avviene in ambito bancario).
Ricorrendo poi alla geolocalizzazione dei dispositivi, diventa possibile ad esempio proporre ai clienti di un brand dei contenuti calibrati sulle loro preferenze. Si vanno così a promuovere prodotti che sono per loro interessanti e che possono facilmente trovare in uno store, vicino rispetto alla posizione in cui si trovano.
Si possono inoltre andare a integrare all’interno di un sito internet degli applicativi che si basano sul “text to speech” (TTS): si tratta di un insieme di tecnologie di sintesi vocale, in grado di leggere con un tono di voce umano frasi scritte.
Sempre più aziende che si interfacciano con il pubblico scelgono inoltre di ricorrere a un risponditore automatico, che smista le chiamate grazie all’intervento di un assistente vocale il quale – per raggiungere l’interno giusto – suggerisce le opzioni a seconda del motivo della telefonata.