Quando parliamo di gamification marketing ci stiamo riferendo a strategia digitale vincente che pone al centro i momenti più amati, a livello trasversale: quelli di svago.
Si tratta di esperienze di impatto emotivo assoluto, pensate per rendere più rilassante una determinata attività che ruota attorno a un business.

Gioco, dunque sono… (…all’interno del customer journey)

Il concetto moderno e virtuale più sopra enunciato punta a sfruttare i momenti ludici e a farne una leva che convinca le persone a compiere una determinata azione.
Il gioco è parte integrante del “viaggio” che fa il consumatore intorno a uno specifico prodotto o servizio.

Le aziende hanno imparato a destreggiarsi nell’utilizzo di questa tecnica, con l’obiettivo dichiarato di riuscire a massimizzare il coinvolgimento degli utenti per ottenere un certo risultato (un premio, una gratificazione personale).
La customer experience e la soddisfazione del cliente sono sempre più al centro dell’attenzione: un elemento di assoluta priorità per il brand e la sua reputazione online.

In questo solco si inserisce la gamification (o strategia di “ludicizzazione”), il cui obiettivo è ottimizzare al meglio ogni piccolo momento del quale è fatta l’esperienza dell’utente in Rete.
Grazie alla presenza sempre più capillare di internet e social media, questa metodologia si è fatta accessibile a chiunque: sono la semplicità e l’offerta di svago a guidare la progettazione del format.
Una corretta strategia di marketing digitale, magari a supporto del miglior corporate website sviluppato con l’obiettivo di ottenere risultati performanti sul mercato, potrà tenere conto anche delle potenzialità della gamification.
Nel lungo termine il business aziendale otterrà un sicuro beneficio dall’integrazione di mobile, social e servizi che sfruttano la geolocalizzazione.

Le tecniche per la ludicizzazione online

E’ importante fare mente locale su come il rapporto tra marchio e consumatore possa essere strutturato o migliorato attraverso il gioco: la fedeltà dell’utente uscirà infatti rafforzata in maniera assoluta dall’esperienza ludica.
Spesso il gioco è fine a se stesso, ha solamente la finalità di suscitare empatia nei confronti di quel brand, che resta nella mente dell’utente, associato a un ricordo piacevole.

E’ possibile distinguere tra giochi realizzati come meccanica di un concorso a premi e altri che appunto sono solo “di ingaggio”.
Il primo step da mettere a punto in una corretta strategia di gamification riguarda l’individuazione di un target potenziale, unitamente all’obiettivo finale che si dovrà dimostrare di saper raggiungere.
Per quanto riguarda le “regole del gioco” dovranno essere molto semplici e intuitive, in grado di stimolare una indiretta fidelizzazione.
Inoltre, occorrerà porre subito al centro del programma l’importanza dell’aspetto visuale e dei contenuti, oltre che definire i risultati di business attesi.

Assieme alla progettazione di un sito internet capita spesso di trovarsi a sviluppare anche un gioco online ad esso collegato, come nel caso della campagna realizzata per Goleador dalla web agency Aleide. Nessun vincolo di registrazione o concorso a premi: in questo caso specifico si tirano dei penalty, in modalità compatibile per pc e mobile, per il puro gusto di fare rete. Un modo per coinvolgere il pubblico ponendo in luce un prodotto già conosciuto, facendo leva sul simbolo del calciatore storicamente presente nel packaging.

Non c’è un ambito più o meno adatto ad essere supportato dalla gamification, prova ne sia il progetto di Aleide realizzato per l’azienda farmaceutica in ambito veterinario Innovet: qui il fine ultimo del gioco “Memory”, realizzato con foto di cani, era quello di devolvere pasti a un canile.