Fin dalla nascita dei primi motori di ricerca si è parlato di SEO e di come questa attività di web marketing sia fondamentale per cercare di apparire il più in alto possibile nei motori di ricerca. Le tecniche che sono alla base della SEO hanno subito un’evoluzione insieme a quella dei motori di ricerca. In questo articolo vogliamo raccogliere una “storia” di questa disciplina per mostrarti la differenza tra le tecniche di ieri e quelle di oggi.

I meta tag

Inizialmente i motori di ricerca e i loro crawler non avevano a disposizione né la “potenza” né gli algoritmi che hanno oggi, ecco perché molto spesso facevano riferimento soltanto alle parole che erano contenute nei meta tag (principalmente il tag keyword) e usavano quelle per posizionare i siti nelle pagine della SERP (le pagine dei risultati).
Inoltre era molto più facile posizionarsi a causa della presenza sulla rete di molti meno siti web quindi anche meno concorrenza.

Come si può immaginare, però, questo ha portato molto spesso a comportamenti opportunistici da parte dei webmaster che finivano con il riempire i meta tag con keyword che molte volte non corrispondevano alle intenzioni di ricerca dell’utente. Un’altra tecnica molto usata (questa è più una curiosità) consisteva nell’inserire del contenuto testuale dello stesso colore dello sfondo, andando quindi a farcire il testo di un sito web con del contenuto invisibile per l’utente, ma indicizzato comunque dal motore di ricerca.

I primi update di Google

Fino al 2009 non ci sono grandi aggiornamenti da parte di Google.
Nel 2009, però, viene lanciato l’aggiornamento Google “caffeine“, che permette un più veloce aggiornamento degli indici di ricerca. Prima di caffeine infatti la SERP era concepita a “strati”, alcuni di questi erano aggiornati più velocemente di altri. Questo ha comportato una vera e propria rivoluzione nella SEO che ora oltre all’ottimizzazione dei contenuti doveva puntare anche alla velocità dell’aggiornamento del contenuto.

Nel 2011 esce un nuovo aggiornamento radicale: il Panda update che si concentra sulla penalizzazione dei contenuti che non sono costruiti bene (ad esempio che non rispettano le regole grammaticali o che sono una semplice accozzaglia di parole chiave) e sulla penalizzazione dei contenuti duplicati. Questo aggiornamento in generale aveva lo scopo di migliorare la qualità dei contenuti sulla rete.

Nel 2012 un nuovo aggiornamento: il Penguin update. Lo scopo, questa volta, è di eliminare le tecniche di spam e di black hat SEO, cioè quelle tecniche SEO che non sono ritenute lecite dal motore di ricerca.

Come puoi vedere rispetto al periodo precedente al 2009 la rete di ricerca inizia ad assomigliare sempre più a quella odierna.

Il web semantico e l’avvento della mobile search

Ovviamente Google aggiorna costantemente il suo algoritmo (circa 500 volte all’anno), ma solo alcuni di questi aggiornamenti hanno dei veri e propri impatti sulla SEO.

Nel 2014 esce un aggiornamento del linguaggio HTML che porta nel mondo del web i “tag semantici”, che sono dei tag che nascono con lo scopo di segnalare al motore di ricerca la funzione di un elemento strutturale del sito.

Facciamo un esempio pratico: il tag <div> e il tag <section> dal punto di vista strutturale non presentano nessuna differenza, comunicano però due cose diverse al motore di ricerca: il primo infatti indica un generico contenitore, mentre il secondo comunica al browser la presenza di una nuova sezione di un sito web, dando quindi un’informazione in più al motore di ricerca. Altri tag semantici servono ad esempio per evidenziare del testo nella pagina web.

Questa non è l’unica rivoluzione di questo periodo: il primo smartphone è uscito nel 2007 e da allora la rete è diventata sempre più a misura di dispositivo mobile, costringendo quindi l’algoritmo di Google a preferire i siti che sono ottimizzati per il mobile e permettono un’ottima esperienza utente da qualsiasi dispositivo.

Anche la SEO quindi è cambiata di conseguenza e si è adattata alle esigenze del motore di ricerca. Ormai i siti web vengono concepiti a partire dal mobile proprio per favorire questa fonte di traffico solitamente molto superiore rispetto alla fonte da desktop.

Come hai potuto vedere la SEO si è evoluta molto nel corso del tempo cambiando insieme a Google (anche se ci sono altri motori di ricerca che hanno altre regole, ad esempio Bing o Yandex), è proprio questo l’aspetto più complesso di questa disciplina: stare dietro il motore di ricerca.

La SEO o il SEO?

Una piccola curiosità, per finire: nel suo evolversi, la pratica di Search Engine Optimization ha anche cambiato genere.

Inizialmente, infatti, si usava più comunemente l’uso del termine SEO al maschile.
Col passare del tempo, si è preferito usare “la SEO”, in quanto si parla di “Ottimizzazione”, quindi al femminile.

Di contro “il SEO” può venire usato talvolta per definire “l’esperto (o consulente) che cura la SEO del sito”.

Entrambi gli usi sono comunque “corretti” e ugualmente diffusi negli articoli accademici che potete trovare in Rete.