Nel 2020 l’e-commerce, in Italia, ha conosciuto una fortissima crescita, tanto che lo scorso anno può essere considerato come un vero punto di svolta della “digitalizzazione” del commercio nel nostro paese.

La pandemia da Coronavirus ha sì messo il “turbo” alla diffusione e al ricorso al commercio elettronico, ma soprattutto ha costretto buona parte degli italiani a ricorrere a tutta una serie di servizi di acquisti e delivery tramite internet che mai avrebbero preso in considerazione.

Si è trattato, in fin dei conti, di una sorta di rivoluzione culturale che, supportata dalle necessità e dalle diverse misure restrittive, ha fatto crollare un muro di timore e addirittura di rifiuto culturale che gli italiani hanno da sempre mostrato verso gli acquisti online.

Come ogni anno la fotografia di questa evoluzione ci viene fornita dalle ricerche della Casaleggio Associati che, tra un mese, vedrà la pubblicazione del suo nuovo rapporto sull’e-commerce. La nuova analisi fornirà il primo riscontro completo dell’impatto della pandemia sull’ e-commerce, avendo a disposizione un intero anno in cui alcune nuove abitudini si sono stabilizzate, fornendo una rilevazione molto più organica e i cui dati potranno essere utilizzati più coerentemente per previsioni sul medio periodo.

Ma prima di fare qualsiasi ipotesi sul prossimo rapporto e avere un’immagine della situazione dell’e-commerce dopo un anno intero di pandemia, rifacciamo il punto su quanto emerso lo scorso anno.

Innanzitutto, l’aspetto principale da porre sotto la lente d’ingrandimento è dunque il boom degli acquisti online che, non è solo “merito” della pandemia e della situazione di emergenza. La particolare congiuntura economico-sociale, indubbiamente, ha dato una spinta non indifferente al ricorso della popolazione italiana all’e-commerce, sia per quanto riguarda consumatori finali che per le imprese.
Questo importante sviluppo bilaterale customer / seller, fa sì che il ritorno alla domanda che c’era prima sia alquanto improponibile, dato che ormai in tanti hanno scoperto i vantaggi dell’e-commerce. Nonostante il mercato italiano, rispetto a quello delle altre nazioni europee, ci abbia messo più tempo a dare spazio agli acquisti online, il ricorso al canale dell’e-commerce è diventato in breve tempo un’abitudine per molte persone.
Questo significa che sono già in atto nuovi comportamenti di acquisto che spingeranno sempre più aziende, nel corso dei prossimi mesi, a doversi reinventare e a cambiare i propri modelli di business, anche perché i numeri parlano chiaro.

Crescita del fatturato e-commerce

Solo nel 2019 il valore del fatturato e-commerce in Italia è stato stimato in 48,5 miliardi di euro, con una crescita del 17% rispetto all’anno precedente.
A dire il vero, parlando esclusivamente in termini di valori numerici assoluti, si tratta una percentuale in lieve flessione rispetto a quella del 2018, quando il fatturato e-commerce nostrano era cresciuto del 18% rispetto alla precedente rilevazione. Tuttavia, c’è da segnalare come, in un decennio il volume d’affari si sia quadruplicato, passando dai 10.037.544.000 euro del 2009 ai 48.546.741.581 euro del 2019.
Se poi andiamo ancor più indietro nel tempo, all’anno 2004, quando sono cominciate le rilevazioni della Casaleggio Associati che allora vedevano un fatturato di 1,6 miliardi di euro, ci troviamo di fronte a un mercato che è diventato quasi 50 volte più grande in 15 anni.

L’e-commerce in Italia

In attesa del nuovo rapporto che ci possa mostrare quali sono stati realmente gli effetti della pandemia sull’e-commerce in Italia, in base ai dati della precedente rilevazione sappiamo che, attualmente, il 12% delle aziende italiane opera nell’e-commerce, di cui il 79% di lo fa in ambito consumer.

Ci si aspetta, dunque, che entrambi i valori abbiano raggiunto, nel corso del 2020, valori molto più alti. Si tratta di una previsione alquanto scontata, proprio perché la situazione emergenziale venutasi a creare a poche settimane dall’inizio dello scorso anno, ha dato una spinta importante al ricorso agli acquisti on-line. Tantissime realtà, anche quelle più modeste e presenti nei centri abitati più piccoli della penisola, sono state costrette a prevedere servizi di vendita online che mai avrebbero preso in considerazione. Molte aziende, che già contemplavano vendite e-commerce (tramite i più famosi Marketplace digitali oppure grazie a siti e-shop propri o i canali social) hanno visto queste ultime diventare la fonte principale di entrate, con molte imprese che hanno rivoluzionato totalmente il loro modello di business.

Questi cambiamenti del lato vendite hanno seguito prima, e accompagnato successivamente, le richieste e le necessita dei consumatori, anche loro costretti a ricorrere all’e-commerce (anche quello di prossimità) per gli acquisti quotidiani.
È stato un vero boom per l’e-commerce riferito a settori come l’alimentare, i servizi, l’elettronica di consumo e l’entertainment, mentre settori come l’abbigliamento e soprattutto il turismo (precedentemente padroni della scena e-commerce italiana) hanno dovuto fare i conti con un preoccupante calo, situazione negativa in parte mitigata dalle riaperture, più o meno generalizzate, avvenute nei mesi estivi del 2020.

A tutto ciò va aggiunta anche la nascita di tantissime nuove imprese, soprattutto start-up e microsocietà, che hanno sfruttato proprio il momento di difficoltà dato dall’epidemia Covid-19 per debuttare direttamente sul mercato e-commerce. Basti pensare a tutte quelle aziende dedite al commercio di mascherine e dispositivi di protezione individuale anche personalizzati.

Una crescita che viene da lontano

In base a quanto detto finora, è chiaro come il commercio elettronico ai tempi del Coronavirus abbia “beneficiato” della situazione di emergenza, facendo registrare numeri in forte crescita che presto potremo “toccare con mano” grazie al prossimo rapporto sull’e-commerce in Italia.
Tuttavia, è importante tener presente che questa crescita fatta da numeri importanti era già in atto da almeno un decennio, con gli italiani – soprattutto le nuove generazioni – molto più a loro agio con gli acquisti online.

Il report, infatti, ci dice come nel nostro paese la diffusione dell’online tra la popolazione dai 2 anni in su abbia raggiunto quota 70%. Nel solo mese di dicembre 2019, ultime settimane di “normalità” prima dell’epidemia, si è registrata una media di 41,5 milioni utenti unici nel mese, in linea con i numeri dello stesso periodo del 2018.
È bene comunque riflettere anche su un altro aspetto, ovvero la crescita del fatturato e-commerce derivante dal canale mobile, ossia tutti quegli acquisti realizzati con smartphone e tablet piuttosto che con i computer. Nel 2019 circa il 43,5% del fatturato delle aziende e-commerce italiane è stato generato da acquisti fatti tramite il canale mobile, il 9,5% in più rispetto all’anno precedente.