18.01.2021

Ecommerce di prossimità: i negozi di quartiere facciano gruppo

L'ecommerce di prossimità come soluzione contro il fuoco incrociato di coronavirus e Amazon. Favorire l'economia locale facendo gruppo nella vendita online.

Ecommerce di prossimità: i negozi di quartiere facciano gruppo

Anche se il Natale e le festività più tristi e sofferte di questo secolo sono ormai passate, lasciando intatta e ancora più forte la speranza per la fine di questa emergenza, le abitudini di consumo degli italiani (e non solo) sono cambiate radicalmente. Oggi, comprare online anche oggetti che si possono acquistare sotto casa è sempre più d'uso comune. Queste abitudini, a dire il vero fenomeni più complessi che riguardano nuovi modelli di consumo, hanno fatto registrare un vero e proprio boom in concomitanza con l’emergenza sanitaria, ma ben presto si consolideranno divenendo consuetudine. La pandemia, e le conseguenti misure restrittive, inizialmente hanno “costretto” anche i piccoli negozi a digitalizzare le fasi di vendita al dettaglio, offrendo la possibilità ai propri clienti di ordinare e acquistare online. Basti pensare a quante attività, dal piccolo market di quartiere, al ristorante, al bar per arrivare anche alla semplice panetteria o al fruttivendolo, hanno implementato servizi di “click&collect”, ovvero la possibilità di ordinare online e ritirare in negozio, oltre al tradizionale e già rodato servizio di consegna a domicilio.

Svolta digitale

In un primo momento, riconducibile alla fase iniziale del lockdown durante la primavera del 2020, l’affacciarsi al web e al mondo delle vendite online di beni e servizi è stato dettato da una sorta di necessità di “sopravvivenza”, con le piccole realtà commerciali che, in questo modo, hanno cercato di non essere totalmente messe da parte dai grandi colossi dell’ecommerce come Amazon. La società di Jeff Bezos, vero punto di riferimento a livello mondiale di tutti i marketplace online, già da qualche anno anche nel nostro paese (almeno nelle grandi aree metropolitane), aveva provveduto ad avviare con successo il servizio di “click&collect&delivery” riguardante generi alimentari e beni di consumo quotidiano, permettendo ai clienti di fare la spesa online comodamente da casa e vedersela consegnata praticamente a qualsiasi ora del giorno. Successivamente i retailer tradizionali hanno preso coscienza delle enormi potenzialità del commercio online e di come queste nuove modalità di vendita e distribuzione rappresentino un concreto modello di sviluppo per le piccole realtà e l’economia locale. Anziché cercare di puntare il dito verso Amazon che fa concorrenza ai negozi di quartiere, bisogna cogliere questa grande opportunità, differenziandosi però dal classico paradigma del negozio online e scommettendo sull’ecommerce di prossimità. La vendita online di quartiere, o ecommerce di prossimità, in gruppo è quindi l'invito che noi di Aleide Web Agency ci sentiamo di rivolgere ai commercianti italiani, con tutto il cuore! Vediamo perché…

Il negozio di quartiere online

L’obiettivo, dunque, è quello della digitalizzazione delle vendite da parte dei negozi e delle attività presenti sotto casa del consumatore o nelle vicinanze della sua abitazione, facendo leva sul rapporto di conoscenza fisica e di fiducia instaurato nel corso degli anni prima del terremoto pandemia, criticità che ha fatto vacillare non poche certezze e abitudini. Anche se in molti stanno cercando di cogliere questa ghiotta opportunità, in pochi stanno facendo "gruppo" e unendo le forze in questa trasformazione digitale. Questa condivisione di intenti e unione di forze potrebbe davvero rappresentare un punto di svolta per l’attività online dei piccoli negozi, molto spessa demandata a figure non competenti e che cercano di fare il loro meglio per venire incontro alle nuove esigenze di vendita. Un esempio su tutti è la convinzione che un solo canale digitale, molto spesso quello legato ai social network più diffusi e conosciuti, sia sufficiente a garantire un’adeguata copertura dell’offerta e della gestione delle vendite online. Non è raro, infatti, che le piccole attività di quartiere si interfaccino con i propri clienti soltanto tramite comunicazione diretta (messaggi Facebook, Instagram, Whatsapp) senza avere una vera e propria vetrina digitale che mostri la merce in vendita e possa fungere da piattaforma per la gestione degli ordini online. Fare gruppo, in questo caso, si può tradurre nell’implementazione di un adeguato e strutturato sito di ecommerce che raggruppi più attività, magari tutte quelle operanti nel medesimo quartiere o nello stesso paese (specialmente nei piccoli centri abitati). In tal caso si potrebbero dividere le spese per la realizzazione di una piattaforma ecommerce ad hoc che raggruppi l’offerta di più negozi, dando al cliente la possibilità di realizzare un “click&collect” su un unico sito senza dover effettuare più ordini diversi. Anche le spese riguardanti servizi come la consegna a domicilio possono essere ottimizzate se le varie attività riescono a presentarsi insieme, come unico, nei confronti delle aziende di delivery sottoscrivendo contratti di fornitura globali e molto più economici di singoli accordi con ogni negozio di quartiere che vende online. Ma non è tutto, perché l’ecommerce di prossimità potrebbe essere la leva per far nascere nuovi posti di lavoro come fattorini legati esclusivamente a questo “gruppo di vendita online”. È di fondamentale importanza che l’ecommerce di prossimità si muova in questa direzione, sfruttando al massimo le nuove tecnologie ma cercando di mantenere i punti di forza dell’economia locale, come unicità, tipicità e rapporto diretto con il cliente. Rispolverando un motto ormai diventato famoso, ovvero “Stay local, think global”, l’implementazione di un servizio ecommerce per attività presenti nelle vicinanze delle case dei clienti, per essere veramente alternativa all’offerta di beni e servizi online da parte dei grandi market digitali, deve saper offrire un’esperienza completamente personalizzata. Questo significa riuscire a seguire ogni singolo acquisto effettuato con molta più flessibilità rispetto alle procedure di vendita dei grandi brand offrendo, per esempio, possibilità di modifica anche dopo la fase di pagamento e sostituzione dei prodotti acquistati in breve tempo senza passare attraverso lunghe procedure di reso.

Strategie e vantaggi

Quali sono, dunque, in sintesi, le strategie vincenti e i vantaggi principali dell’ecommerce di prossimità? Per quanto riguarda le linee generali da seguire per un’accorta pianificazione, queste possono essere riassunte in quattro punti fondamentali:

  • presenza continua sui vari canali online, sfruttando potenzialità delle piattaforme social per far conoscere le singole realtà e le loro offerte di beni e servizi;
  • offrire diversi metodi di pagamento, compresi quelli direttamente all’atto della consegna presso l’abitazione del cliente;
  • evadere gli ordini il più velocemente possibile soprattutto nei casi di click&collect quando è il cliente stesso a recarsi presso la singola attività a ritirare la spesa fatta online;
  • offrire un valido supporto al cliente che ordina online e un’attenzione pari a quella destinata alla clientela che si reca fisicamente in negozio, puntando molto sul fattore umano.

Dal canto loro, i clienti saranno motivati e incentivati a rivolgersi a marketplace digitali di prossimità, piuttosto che ai grandi colossi dell’ecommerce, per via di vantaggi come:

  • rapporto venditore-cliente diretto e reale;
  • facilità di acquisti giornalieri legati anche a beni di consumo di prima necessità;
  • consapevolezza di favorire l’economia locale e di quartiere;
  • velocità nelle consegne;
  • ampia varietà di opzioni per modifiche, cancellazioni e reso di ordini.

 

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