Probabilmente è giunto il momento di pensare alla realizzazione del proprio sito, oppure a un profondo rinnovamento di quello già esistente al fine di renderlo più moderno e funzionale.

Negli ultimi anni Google ha puntato con decisione verso l’usabilità e la semplicità dei siti web, con continui aggiornamenti dei suoi algoritmi che premiano sempre più siti di qualità sia per quanto riguarda i contenuti, che per quanto riguarda la qualità dell’esperienza che gli utenti hanno quando si trovano di fronte a una determinata pagina web.

A maggio del 2020 il colosso di Mountain View ha annunciato l’introduzione dei Core Web Vitals, una serie di valori che hanno lo scopo di valutare e “misurare” la qualità dell’esperienza utente quando si visitano delle pagine web. L’obiettivo, o per meglio dire l’idea che sta dietro all’introduzione di queste metriche è quella di favorire lo sviluppo e la realizzazione di siti web piacevoli alla vista ma soprattutto semplici da utilizzare e da navigare. Tutto questo per fare in modo che l’utente possa trovare velocemente e con risultati soddisfacenti tutte le informazioni che sta cercando senza che sorga alcun tipo di intoppo o sensazione di essere capitati su un sito web che non contiene ciò che si sperava.

Obiettivo: siti veloci, semplici e che forniscono informazioni adeguate

Appare evidente come lo sviluppo di siti web ottimizzati, progettati e realizzati in maniera professionale seguendo le “indicazioni” di Google, rivestirà un’importanza fondamentale per tutte quelle realtà già presenti sul web con un proprio sito internet o che vogliono approdare su internet a breve e lo vogliono fare in maniera adeguata. Infatti, i Core Web Vitals stanno diventando sempre più importanti come fattori di ranking, ampliando ancora di più l’elenco di tutti quei parametri che Google utilizza per decidere quali siano i siti più meritevoli di apparire in cima alle ricerche effettuate dagli utenti.

In pratica Google rinnova e potenzia tutto il suo impegno nel rendere non solo più veloce, ma più semplice ed efficace l’utilizzo dei siti internet, traguardando l’obiettivo che continua a guidare lo sviluppo dei suoi algoritmi: rendere tutto più semplice per tutti e fornire risposte veloci e chiare a chi naviga online. Quindi non solo velocità come fattore “premiante” di un sito internet, ma anche capacità di restituire all’utente un buon risultato e un contenuto veramente di qualità quanto rispettando una definizione più completa possibile dell’aggettivo.

Il “mantra” è ancora quello che da sempre accompagna lo sviluppo dei siti web e che dovrebbe essere preso in considerazione dalle agenzie e dai webmaster: less is more. Niente siti complessi e dal design troppo ricercato e poco lineare, si premiano i siti minimalisti ma non esageratamente tali, immagini sì ma non in numero eccessivo e utilizzate al punto giusto.

Chi sta pensando a chiedere un sito a un’agenzia deve tener presente queste cose, sia per non ritrovarsi un sito web “confezionato” senza tenere conto di queste indicazioni, sia per non restare delusi dall’impostazione snella e pratica (che a volte può essere confusa con “scarna”) delle pagine web nel caso il professionista a cui viene affidata la realizzazione cerchi di lavorare in ottica Core Web Vitals. Prima si implementeranno nei siti web, prima si potrà beneficiare degli effetti virtuosi tanto cari e Google e prima si potrà arrivare in cima alle ricerche online con il proprio sito internet.

Cosa sono i Core Web Vitals

Scopriamo più nel dettaglio questi indicatori legati alla velocità, alla rapidità delle interazioni con l’utente e alla organicità, stabilità e gradevolezza visiva di un sito.

I Core Web Vitals sono tre (LCP, FID e CLS), con ognuna di queste metriche che si focalizza su un aspetto essenziale dell’usabilità di una pagina web: velocità, tempo di risposta e stabilità del layout.

LCP (Largest Contentful Paint)

Questo primo parametro, che potremmo tradurre più o meno come “il più grande contenuto visibile”, anche se si tratta di una definizione molto approssimativa (ma funzionale a capirne il significato), misura la velocità percepita dall’utente con la quale viene caricato l’elemento più grande visibile sullo schermo. La metrica viene espressa in tempo di caricamento.

L’indicatore ne va a sostituire alcuni già esistenti ma che non tenevano conto della caratteristica di “visibile sullo schermo” dell’oggetto più grande del layout del sito. In poche parole più velocemente si carica questo oggetto “principale”, migliore sarà la percezione del sito da parte dell’utente.

Google ha fornito anche dei valori di riferimento per LCP, ritenendo che un sito internet fornisce una buona esperienza utente se è in grado di caricare completamente l’elemento più importante visibile a schermo con un tempo massimo di 2,5 secondi.

FID (First Input Delay)

Il First Input Delay (traducibile con attesa per il primo input) misura il tempo necessario prima che l’utente possa interagire con il sito in qualche modo. Anche questo è un fattore importantissimo, basti pensare a quanto risulti frustrante per i visitatori di un sito attendere che accada qualcosa dopo aver premuto un pulsante o aver cliccato su un link. Questo “valore di attesa” e relativa sopportazione da parte dell’utente si è ridotto notevolmente e, spesso, capita che i visitatori abbandonino i siti perché lenti nelle risposte ai comandi.

Anche in questo caso ci sono dei valori guida da rispettare: sotto i 100 millisecondi, tempo massimo per esempio per aprire una finestra nel browser dopo aver cliccato su un link, si presuppone una buona esperienza utente.

CLS (Cumulative Layout Shift)

L’ultimo delle metriche Core Web Vitals, il CLS, ovvero lo “spostamento cumulativo del layout”, misura la stabilità visiva del layout e, quindi, indica la frequenza con la quale gli utenti si trovano a dover far fronte a cambiamenti non previsti del sito web. Per comprendere l’importanza di questo parametro è sufficiente pensare alle modifiche improvvise degli elementi di una pagina web durante la navigazione: immagini che si ingrandiscono al passaggio del mouse, banner che si estendono o che cambiano posizione con l’utente indispettito nel momento in cui pensa di aver cliccato su qualcosa e, invece, si ritrova l’elemento o il link in un’altra posizione.

Ovviamente più ci si trova di fronte a questi spostamenti, più l’esperienza utente ne verrà influenzata negativamente con il visitatore che nella maggior apret dei casi abbandonerà scocciato il sito in questione.

Ecco, dunque, come i Core Web Vitals incidano in maniera importante sullo sviluppo dei siti web, visto che questi potrebbero anche essere ricchi di contenuti validi ma, purtroppo, non assicurare il giusto mix di velocità, facilità di utilizzo e “appagamento” dell’utente.